L’importanza di lasciarsi andare

L’importanza di lasciarsi andare. La capacità di lasciarsi cadere: da una montagna, da un grattacielo, da un aereo. Da un albero, da un ramo, da una foglia. In mare, per terra, sul letto.

La forza di lasciare tutto così come sta, la consapevolezza di dover scappare, non poterlo fare. Sforzarsi a tenere testa alla cresta dell’onda, presumere di affrontare la schiuma danzatrice, noi scimmie maldestre. Tagliare ogni ponte, scollegare ogni cavo, togliere ogni spina, spegnere ogni connessione, chiudere ogni porta, sbarrare ogni saracinesca, interrompere ogni contatto, distogliere ogni sguardo, tacere ogni parola, trattenere ogni lacrima, disattivare. Cosa? Chi?

Cosa? Chi? Noi. Io. Perché? Tu. Io? Tu. La ballerina balla stanca ogni tetra melodia, sempre la stessa, sempre diversa, con le scarpe basse e il morale alle stelle, la bambina corre giù per la collina senza scarpe con il vestito in cotone e la frangia sbarazzina, una baracca senza porte né finestre ha fatto entrare in sé qualunque cosa, e ora, disillusa, si affaccia sul mare. Sull’acqua, sulla luna, sull’ombra, sul cristallo.

Nuotare, nuotare a fondo, tutta la vita in un secondo, tutto l’amore in un sorriso che tengo sempre con me, in un portafogli, in una tasca, in un pensiero, in una cornice, in un ricordo, in un incubo. Tutto l’amore sotto al mare, sommerso dall’acqua ha ancora la forza di brillare. Brillare, brillare forte. Come se fosse tutto poco più che morte, poco meno che vita, sorridi che tra poco si inizia. Inizia cosa? Inizia lo spettacolo, arriva il circo, arriva un concerto, arrivi tu con tutte le carte allo scoperto.

Chiudersi, chiudersi dove? Chiudersi in un pensiero, chiudersi in una stanza. Chiudere la porta, in una casa vuota, perché? Una risata fredda mi accompagna, la tristezza di non saper piangere. Chiudersi in casa, in paese. Provincia, città. Nazione, mondo. Mondo, mondo… Mondo di cosa? Mondo di eroi, mondo di dei, mondo dei nostri dolori, mondo di gioia e paranoia, mondo di vita e fatica, mondo di arrivi e partenze. Per dove? Per sempre.

Arrendersi, a cosa? A se stessi, agli altri, a chi non chiede e ringrazia, a chi siede e aspetta il suo turno. A chi sa apprezzare la semplicità di un vestito, a chi sa camminare senza far rumore, morire senza far scalpore, amare senza far l’amore. Scoprire la felicità, scoprire una spalla, scoprire la vita. Quale vita? Vivere la vita in pace, vivere la vita nella pece, togliersi la vita nel torace. Vita, vita di chi? Bambini, animali, donne, uomini.

Uomini, uomini che corrono, uomini che mangiano, uomini che ridono, uomini che scherzano, uomini che viaggiano, uomini che lavorano, uomini che pregano, uomini che votano, uomini che non sono poi davvero uomini. Da veri uomini? No, no. Non ancora. Non è il momento. Tremi e piangi nella tua mente, nella tua memoria. Era un giorno così bello. No, no. No grazie. Caso chiuso.

Lasciatemi qui, ho me stesso da esplorare, ma non temete: toccherà anche voi.

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4 pensieri su “L’importanza di lasciarsi andare

    • Non la conoscevo, e ti ringrazio di avermela fatta conoscere. Non so perché ti interessa il mio modesto parere, ma sono felice che tu me l’abbia chiesto. Mi piace davvero tanto, il giro di tastiere riesce a non essere di troppo su una canzone fondamentalmente tranquilla e a scandire perfettamente ogni nota nonostante la velocità. ed è sicuramente ciò che colpisce; il testo è meraviglioso e perfettamente adatto al genere, sembra quasi una rivisitazione orientale del country americano. Davvero molto bella!
      Se posso permettermi, ti rispondo con due canzoni altrettanto, se non di più, datate:

      Fammi sapere! 🙂

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