Due fili che si sfiorano

Mi piace pensare che le nostre vite siano come un grandissimo, un infinito gomitolo disordinato. Fili che si incrociano, che si separano, che si perdono, che procedono paralleli, che si sfiorano, che semplicemente non si vedranno mai. Senza un inizio, senza una fine. Iniziamo la vita in medias res, la finiamo che non ce ne rendiamo neanche conto. Non importa questo. Inizio, fine, non sono davvero importanti. L’importante è l’uso che facciamo del nostro segmento di lana, se lo usiamo per riscaldare o se lo strappiamo senza pietà con le nostre stesse mani.

Non so cosa mi spinge farlo, non so davvero, ma ogni volta che penso alla metafora del gomitolo non posso far altro che pensare a noi due. Ho analizzato la nostra storia migliaia di volte e non sono riuscito a trovare un qualcosa, qualsiasi cosa, che abbia realmente un senso; hai presente Woody Allen in Annie Hall? Ecco, mi sento così. È strano perché.. Beh, lo sai perché. Sei sempre stata speciale per me, anche se non te l’ho mai detto. Perdonami l’eccessivo uso di metafore, ma io e te siamo stati come due calamite messe accanto dalla parte sbagliata. Per quanto ci abbiamo provato, per quanto ci siamo sforzati, siamo solo riusciti a sfiorarci. E dopo? Scaraventati lontani dalla nostra stessa forza. So che hai sofferto molto a causa mia, ma non posso chiederti perdono, sarebbe, da parte mia, ipocrita: non credo di essermi comportato male nei tuoi confronti, era quello che andava fatto. A malincuore, ce ne siamo fatti una ragione.. E va bene così, davvero.

Ma.. Perché? Perché vederti, dopo così tanto tempo, mi fa ancora questo strano effetto? Perché sogno ancora il tuo odore di gelsomino, e custodisco così maniacalmente i nostri ricordi? Perché torturarmi nei tuoi occhi, così simili ai miei, mi da tanto piacere? Forse fa la sua parte il fatto che vederti cresciuta così bene, il fatto che tu ora sia diventata una vera donna, mi riempie d’orgoglio come fossi tuo padre. Sono felice perché ti vedo felice. E.. Forse non importa davvero che tu lo sia tra le braccia di un’altra persona, perché se tu stai bene, io sto bene.

E allora non importa, se dopo esser stati intrecciati, i nostri fili decideranno di percorrere insieme un’altra parte di vita; non importa se continueranno a sfiorarsi di tanto in tanto, per non perdersi, per continuare questo gioco sadico con complicità. Importa solo che, ovunque saremo, sfiorandoci lo sguardo per un attimo, abbasseremo la testa. E sorrideremo, per quello che c’è stato.

Ti voglio bene.

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7 pensieri su “Due fili che si sfiorano

  1. Forse voi due siete come una clessidra condivisa insieme, l’avete in luoghi differenti ma con lo stesso tempo all’interno.
    Quella clessidra non verrà girata da nessuno dei due per ricominciare a far scorrere il tempo insieme, ma entrambi non avete intenzione di buttarla: l’avete quasi da soprammobile e ogni tanto la contemplate.
    Il tempo non torna indietro ma rimane immutabile e impassibile; tutto quello che è stato rimane in quella parte piena di clessidra, dove, confusi in mezzo al tutto, ci siete anche voi.
    Tempi uguali fino a quando i granelli non hanno smesso di scendere.
    Accanto ci sono altre clessidre che scegliete di girare e di continuare a far vivere, per continuare a vivere.
    Ogni tanto da quella ferma scende qualcosa, probabilmente un dolce ricordo.

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  2. Rimpiango questa cicatrice, ma non pretendo una rivincita, sarebbe sciocco.
    Per ora voglio solo far passare questo tempo, che, nonostante tutto, mi sta dando molte gioie. Il tempo farà il suo lavoro, giusto o sbagliato che sia

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