La farfalla porpora

Il suo dolcissimo viso era concentrato su un indefinito punto tra il cielo e la terra; il sole accarezzava lievemente la sua pelle chiara quel giorno, mentre era seduta a parlare. I lunghi capelli castani le incorniciavano la dolcezza dei suoi lineamenti in un’espressione leggera e distratta. Le labbra, mosse lentamente come fossero farfalle, erano accompagnate da eleganti gesti della mano sinistra, precisi e leggeri come una danza. Il suo rossetto quel giorno era di un rosso molto scuro, tranquillo e rassicurante, e quando si muoveva il profumo che scappava dall’apertura della camicetta bianca si diffondeva nell’aria come il pesco in Primavera; quando quelle ali si aprivano in un riso, socchiudeva le palpebre dietro gli occhiali in corno e lasciando intravedere i suoi profondi occhi scuri, curvava il lungo collo verso destra emettendo un riso, toccante come fosse pianto.

Salutò tutti e andò via, volteggiando con il suo passo stanco verso di me.
Le sorrisi, mi sorrise.
Non ricordo altro.

Per favore, mica me lo fai un sorriso,
ché ci scrivo una canzone?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...