Risposta a una lettera mai spedita

Non lo so se siamo solo marionette guidate per gioco da qualcosa di più alto, non lo so se siamo solo petali nella grande tempesta che è la vita. Non lo so perché tu sia ancora davanti a me, con le stesse speranze di tanto, tanto tempo fa.
Ne ho passate di notti insonni, a pensarti tra le braccia di un’altra persona, a pensarti ridere e piangere senza di me, a pensare che evidentemente per te, non ero poi così importante. Tanto tempo perso a cercare delle risposte che non sono mai arrivate, tanto tempo a scavare dentro me per cercare cosa ci fosse di così sbagliato.

Ho sofferto, ho sofferto molto. Mi conosci, non è una cosa che dico con leggerezza, la tua assenza ha cambiato la mia vita molto più della tua presenza.
Mi sei sempre mancata. Sempre.
Non hai colpe, davvero; ognuno di noi ha un cuore senza catene, privo di ragione, privo di pietà. Se abbandonarmi era quello che il tuo cuore sentiva di dover fare in quel momento, hai fatto la cosa giusta. Pensandoci razionalmente io avrei fatto la stessa cosa.
Ma l’essere umano non è solo raziocinio, è anche istinto. E il mio istinto di sopravvivenza non fa che spingermi lontano da qualcosa che mi ha fatto del male in modo irreparabile. Mi ha spinto lontano e forse lo farà ancora in futuro, attraverso varie forme: risentimento, indifferenza, disinteresse, distacco.
Le ho superate tutte; forse perché credevo che quel filo che ci univa non fosse stato reciso, forse perché speravo ugualmente in qualcosa per cui provavo solo sentimenti negativi.
Non c’è nulla di razionale in questo.

Non c’è mai stato nulla di razionale in noi.
Vederti qui vicino, adesso, mi fa una strano effetto. Mi sento, dopo tanto tempo, in armonia, come se avessi saldato un conto in sospeso con la vita. Come se avessi trovato, tra tutta la sofferenza del mondo, il mio angolo di felicità.
Ma mentre mi accarezzi dolcemente il cuore, non fai che ripassare involontariamente su una cicatrice ancora aperta.
Mi prendi la mano e mi dici che vuoi andare lontano e vuoi farlo con me.

Non lo so se sei sincera, voglio crederlo ma non posso averne la certezza; voglio credere questo sia il nostro tempo, che le nostre vite si intrecceranno saldamente d’ora in avanti. Voglio crederlo, e lo credo. Ma non posso averne la certezza, non con quella vocina che mi spinge alla solitudine, alimentata dallo sgorgare del sangue di una cicatrice aperta.

Io sono davanti a te, nudo, deciso, forte e fragile come non lo sono mai stato.
Ci credo, ti credo. Ho paura, tanta paura. Il tuo respiro nelle orecchie, il tuo fiato sul collo, i tuoi morsi lasciano su di me ben più di un segno. Lasciano un segnale, un segnale che mi dice che è la direzione giusta da percorrere nella vita.

Non abbandonarmi,
mai più.

Carlo.

https://youtu.be/ks_qOI0lzho

You make me feel like I’m home again

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