Camomilla

Volano giornate come fossero petali. Esami, gente, fogli, serate, aule studio, fotocopie; parole che sento ogni giorno, e che ogni giorno sono sempre più stanco di sentire. 

Sono stanco di pensare. Di pensare a cosa mettere, di pensare a quale pullman prendere, di pensare a un piano di studio, ad un programma di ripetizione.

Sono chiuso in una stanza, sotto alle coperte, con una camomilla e una lampada anni ’70 che mi ipnotizza con delle bolle rosse. L’unico momento in cui posso dedicarmi alla tranquillità, mantra della mia vita. Nelle orecchie suonano Rolling Stones, Pink Floyd e Doors. Non ho voglia di ascoltare musica difficile, tempi dispari, cambi di tempo e tonalità, strumentali da 17 minuti che apprezzerei senz’altro in altre circostanze. Sei corde, una voce e il perfetto 4/4 charleston-cassa-rullante bastano a riempire una sera di poesia e dare colore a questa routine.

Ho solo voglia di sparire nella nostalgia di un’epoca nella quale non sono vissuto. La chiamano “Sindrome dell’età d’oro” e probabilmente ne soffro. Soffro a sapere che è esistito Woodstock, che è esistita una Belle Époque ed io vivo in un’epoca in cui sono costretto a stare lontano dalle persone a cui voglio bene. Odio la distanza o qualunque altra cosa ci abbia fatto questo.

Vivo appeso a sei corde che sto imparando a far suonare con le canzoni che mi piacciono di più, con le canzoni che ascoltavamo un po’ di tempo fa (ormai, sembra un’infinità).

Vivo di incensi, camomille e Gocciole. Vivo del profumo e della gioia delle piccole cose. Vivo di un’assenza.

Ho cambiato qualche maglione, qualche jeans, il ciondolo della mia collana, un bracciale che aveva iniziato a farmi male. Ho cambiato città, ho cambiato vita. Continuo a mettere le Converse anche se ho freddo perché sono le mie scarpe.

Ho riempito la mia nuova camera di poster e oggetti stupidi. Il disordine regna sovrano, ma mi ci trovo bene, tutto sommato.

Sono stanco a continuare a scrivere questo discorso totalmente senza capo né coda. 
Non è colpa tua se mi sento così. Hai un buon profumo.

Fine.

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2 pensieri su “Camomilla

  1. Sì.
    Ma si deve vivere quando ciò accade, ossia adesso.
    Chi lo scrive aveva eletto a propria sigla la Canzone per Piero di Guccini: vedi un po’ tu…
    Che è successo? Un incontro. Un riscatto. Un incontro fatto per guardare assieme oltre, anche con e attraverso gli occhi di un altro.
    Un altro: per inciso, l’unica persona che sa che scrivo …

    Liked by 1 persona

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