Frutti di stagione

C’era freddo nelle mie iridi. La tempesta continuava a soffiare e camminavamo, zuppi di nostalgie e buoni propositi.

Ci siamo seduti davanti al mare e insieme al vento abbiamo dato forma alle nuvole: lo squalo che tiene un aquilone, il ponte di foglie, il fiore senza stelo, il viso di un gatto, una chiave di violino.

Il caldo era forte ma i nostri abbracci lo erano di più. L’acqua era fresca e la spiaggia desolata. Le labbra sapevano di sale. Il sole cadeva sul mare in una cascata rossa di stelle. La luna si vedeva appena.

L’odore dell’erba bagnata diventa sempre più forte. A guardare l’alba inizia a fare fresco e ho bisogno di una giacca per coprirmi, ma arrivato Settembre è più bella che mai. I colori del cielo sono più intensi, i profumi più forti. Non si può più camminare a piedi nudi e si iniziano a usare le lenzuola anche se sono fresche. Il buio arriva presto; non importa: i tramonti non si possono vedere da soli.

Il Buddha è sempre presente,
ma gli uomini da svegli non possono vederlo.
Nel fulgore dell’alba, in assenza d’ogni umano rumore,
egli appare indistintamente nei sogni.

[Poesia tradizionale giapponese]

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