Sogno di incubi e follie

Abbiamo distorto
la nostra realtà
soffrendo,
Poi
Abbiamo camminato
per la città
ridendo,

con la testa abbassata
come ci sentissimo in colpa
di una colpa che non c’è mai stata:

di esserci chiusi in noi
e aver lasciato fuori il mondo,
nella notte in cui sfiorammo il fondo,
e al resto ci pensammo poi.

Viviamo in un sogno
di incubi e follie,
di folli poesie,
di organi confinanti,
dei nostri occhi giganti,
di traditori e fratelli,
dei tuoi gesti ribelli.

Ma

forse ho dimenticato
di dirti
che sei
una poesia
con le scarpe
slacciate.

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