Il manifesto poetico di Pablo Neruda: “Dulce Siempre”

Perché queste materie tanto dure?
Perché per scrivere le cose
e gli uomini di ogni giorno
si rivestono i versi d’oro,
di antica pietra spaventosa?

Voglio versi di tela o piuma
che pesino appena, versi tiepidi
dell’intimità dei letti
dove la gente ha amato e sognato.
Voglio poesie macchiate
dalle mani e dal quotidiano.

Versi di pasta sfoglia che spandano
latte e zucchero nella bocca,
l’aria e l’acqua si bevono,
l’amore di morde e si bacia,
voglio sonetti commestibili,
poesie di miele e farina.

La vanità va in giro pretendendo
che noi ci eleviamo fino al cielo
o scaviamo profonde gallerie
inutili sotto la terra.
E così dimentichiamo faccende
deliziosamente amorevoli,
scordiamo i pasticcini,
non diamo da mangiare al mondo.

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6 pensieri su “Il manifesto poetico di Pablo Neruda: “Dulce Siempre”

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